Riqualificazione del settore industriale, la Regione punta su Melfi e Potenza

Il progetto per promuovere gli investimenti nelle Zone economiche speciali
Pianificare, programmare e concretizzare processi di sviluppo tecnologico e di innovazione del sistema produttivo lucano. E farlo potenziando il Piano strategico della Zes Unica ed il Piano di riqualificazione del comparto industriale legato al riconoscimento dell’area di crisi complessa che tocca Melfi e Potenza. Si chiama “Smarttrinn” (Sviluppo e miglioramento aree di crisi e trasferimento delle innovazioni della Regione Basilicata) il progetto che il governo regionale lucano porterà avanti, sino a giugno 2030, in collaborazione con il Formez, per spingere gli investimenti delle imprese e promuovere l’attrazione degli investimenti nelle Zone economiche speciali. Ma anche per istituire un Osservatorio locale di monitoraggio del settore automotive, comparto cardine dell’economia lucana. Obiettivi importanti, dunque, che hanno spinto la Giunta regionale ad approvare una delibera con cui hanno incrementato di altri tre milioni di euro il plafond finanziario a disposizione e prolungato la scadenza del progetto di altri quattro anni. Al centro del programma, un pacchetto di iniziative per dare sostegno alle aziende in territori ben definiti come quelli dell’area di crisi complessa di Melfi – Potenza o delle Zes (che in Basilicata si estendono per oltre mille ettari distribuiti nelle aree logistiche di Melfi, Ferrandina e Galdo di Lauria ed in 11 aree industriali ed artigianali tra cui San Nicola di Melfi, Valle di Vitalba, Balvano Baragiano, Tito, Val Basento, Viggiano, Senise, Policoro e Scanzano Jonico). Tutto ciò con l’obiettivo di “rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione del sistema produttivo regionale”. “La Regione, nell’ambito di un più vasto programma di iniziative finalizzate a favorire la crescita del livello di competitività del sistema produttivo regionale, intende continuare a supportare il sistema attraverso la diffusione di conoscenze avanzate e di migliori pratiche in campo scientifico e tecnologico consentendo lo sviluppo del sistema produttivo regionale in termini di competitività, sostenibilità e globalizzazione” viene evidenziato nel dossier allegato alla delibera regionale, mettendo in luce anche come “di fondamentale importanza sarà un collegamento diretto tra le aziende presenti sulle aree Zes e i cluster tecnologici. Questo per il sostegno alla creazione e allo sviluppo dei cluster tecnologici della regione Basilicata e alla realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo”. Quattro i cluster che sono coinvolti: quello sulla “Basilicata Creativa” con sede a Matera, quello sull’energia e l’aerospazio di Tito, quello di Bioeconomia di Alsia e Centro ricerche Metapontum Agrobios ed infine quello dell’automotive. “Dovranno contestualmente essere messe a sistema le collaborazioni già attivate dalla struttura della Zes Ionica con le ambasciate di alcuni Paesi esteri come la Danimarca, gli Stati Uniti, la Norvegia, l’Arabia Saudita, il Marocco, la Turchia. Il territorio, di fatto, è al centro di direttrici da est verso ovest oltre che dal sud al nord delle rotte di merci al centro del Mediterraneo allargato, cerniera di comunicazione con il Nord Europa” continua il Report evidenziando come la “Zes doganale prevista nell’ area di Ferrandina collegata al Porto di Taranto e all’aeroporto di Grottaglie rappresenterà la terza delle eccellenti piattaforme logistiche del Mezzogiorno, che messe a sistema possono diventare la prima Port Autority in Italia”. Con il progetto Regione – Formez emergeranno, quindi, le opportunità di sviluppo industriale ma pure gli ostacoli presenti. Una sorta di analisi dettagliata dello stato delle cose che sarà fondamentale per indirizzare i processi e fare in modo che le criticità possano essere superate. Migliorando, tra le altre cose, “la crisi industriale complessa che investe le aree di Melfi-Potenza”, promuovendo “gli investimenti delle imprese in ricerca ed innovazione” e sviluppando “collegamenti e sinergie” tra queste, i centri di ricerca e il settore dell’Istruzione”. Per farlo, è previsto anche “un Piano di marketing finalizzato alla promozione sistematica delle aree Zes lucane verso i potenziali investitori internazionali” oltre al rafforzamento “delle competenze degli operatori pubblici e degli uffici regionali impegnati nell’attuazione delle direttive della Cabina di regia in seno alla presidenza del Consiglio dei Ministri per il trasferimento delle azioni ai territori e alle aziende delle aree Zes”.
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