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Rischio Mar Rosso, petrolio oltre i 100 dollari

Rischio Mar Rosso, petrolio oltre i 100 dollari

Le tensioni estese a Bab el-Mandeb fanno impennare il prezzo del Brent e trascinano in rosso le Borse europee. Trump annuncia: «Valutiamo il più grande attacco contro l’Iran». Se ci saranno interventi degli Huthi riterrà «responsabile» Teheran. L'articolo Rischio Mar Rosso, petrolio oltre i 100 dollari proviene da La Verità .

Mentre si intensifica la crisi iraniana, cresce la tensione nel Mar Rosso. Ieri, gli Huthi hanno reso noto di aver attaccato due petroliere saudite in loco. Una circostanza che ha innescato la dura reazione di Donald Trump. «Se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un agente dell’Iran, e infliggeranno pesanti sanzioni militari all’Iran e, naturalmente, agli stessi Huthi, dei quali sono molto deluso perché, fino ad ora, si sono comportati in modo molto professionale e intelligente», ha tuonato il presidente americano, il quale, poco dopo, ha detto ad Axios che starebbe valutando l’ipotesi di colpire l’Iran con un «attacco massiccio, più grande di quanto sia accaduto finora». Non dimentichiamo che, su input di Teheran, lunedì gli Huthi avevano annunciato un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita, portando il governo di Riad a minacciare ritorsioni. Inoltre, secondo Reuters, le Guardie della rivoluzione avrebbero appositamente fornito al gruppo islamista yemenita droni e missili. Nel frattempo, ieri, il ministero degli Esteri dell’Oman ha rivelato di essere al lavoro per cercare di mediare tra i sauditi e gli Huthi. Huthi che, secondo Al Jazeera, starebbero al contempo considerando di colpire gli impianti petroliferi di Aramco e di mettere nel mirino non solo le navi transitanti a Bab el-Mandeb ma anche quelle dirette a Suez. Non a caso, la crisi del Mar Rosso sta già producendo dei notevoli impatti economici ed energetici, a partire da un deciso innalzamento del prezzo del petrolio: se il Wti è salito del 4,4% a 90,71 dollari al barile, il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio. L’oro, dal canto suo, è sceso ieri dell’1,7%. D’altronde, l’aumento del costo del greggio ha portato a ritenere che la Fed possa presto decidere di condurre una politica monetaria restrittiva. In tutto questo, sempre ieri, le Borse europee erano in rosso, mentre Wall Street ha aperto in ribasso. È in un simile quadro che Trump sta cercando di spostare gli equilibri di potere regionali a favore degli Stati Uniti. Ieri, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato che il nuovo accordo sul nucleare civile, sottoscritto mercoledì da Washington con Riad, sarà subordinato all’adesione dell’Arabia Saudita ai Patti di Abramo. «L’accordo sul nucleare civile (senza arricchimento del materiale) stipulato tra il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, che riguarda esclusivamente usi non militari come quelli già praticati da Iran, Emirati arabi uniti e altri Paesi, sarà approvato, ma è totalmente subordinato all’adesione dell’Arabia Saudita ai prestigiosi e collaudati Accordi di Abramo», ha affermato Trump su Truth, smentendo quelle indiscrezioni secondo cui l’intesa non avrebbe incluso la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Gerusalemme e Riad. La notizia è stata salutata con favore dal governo israeliano. «Come ha affermato il presidente Trump, l’adesione dell’Arabia Saudita agli Accordi di Abramo rappresenterebbe un passo avanti storico per la pace in Medio Oriente», ha dichiarato l’ufficio di Benjamin Netanyahu. Vale la pena di sottolineare che, nei giorni scorsi, Israele aveva mostrato preoccupazione per l’accordo sul nucleare tra Washington e Riad, temendo che non includesse l’adesione dei sauditi ai Patti di Abramo e che non ci fossero abbastanza garanzie per impedire a Riad di dotarsi, un domani, dell’ordigno atomico. In particolare, attraverso la nuova intesa con i sauditi, Trump punta ad arginare l’influenza di Cina e Russia sulla regione, tentando inoltre di indebolire la posizione negoziale degli ayatollah. Tuttavia, secondo il Times of Israel, una fonte saudita anonima avrebbe negato che l’adesione ai Patti di Abramo da parte di Riad sarebbe compresa nell’accordo, aggiungendo che il regno, a questo punto, non avrebbe intenzione di rinegoziarlo. Sono nel frattempo proseguiti gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran. Centcom ha fatto sapere di aver colpito «capacità marittime, depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea» della Repubblica islamica. L’Iran, dal canto suo, ha bloccato tre petroliere a Hormuz, lanciando inoltre attacchi contro Kuwait e Giordania. «Queste persone stringono accordi e poi li annullano quasi subito, oppure decidono: “Oh, cambiamo l’accordo”. Non è così che funzionano gli accordi», ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, riferendosi agli iraniani. «Ora ne stanno pagando il prezzo. E forse cambieranno idea nei prossimi giorni, man mano che continueranno a subire gravi perdite», ha continuato. «Le rappresaglie delle forze armate continueranno finché proseguiranno gli attacchi statunitensi contro le infrastrutture e le zone costiere del Paese», ha affermato, dall’altra parte, il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia. «Finché non capiranno che non c’è alternativa al rispetto del popolo iraniano e dei suoi interessi, non ci saranno le condizioni per il progresso», ha aggiunto il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, riferendosi agli Stati Uniti. Frattanto, il Dipartimento di Stato americano ha avvertito i cittadini statunitensi in Medio Oriente a tenersi pronti per l’eventuale cancellazione di voli. È in questo quadro che, ieri, Giorgia Meloni si è sentita con il presidente egiziano, Fattah Al Sisi. I due leader, nell’occasione, hanno affermato di voler «favorire la ricerca di soluzioni diplomatiche sostenibili che possano garantire la stabilità dell’area e riaffermare il principio chiave della libertà di navigazione». Contenuto riservato agli abbonati Prosegui con la lettura > Contenuto riservato agli abbonati Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >

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