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Robin Williams avrebbe compiuto 75 anni, 6 cose che non sai su di lui: dall'amicizia con Spielberg al cameo in Friends

Robin Williams avrebbe compiuto 75 anni, 6 cose che non sai su di lui: dall'amicizia con Spielberg al cameo in Friends

Indimenticabile, indimenticato, dissacrante, unico e a volte malinconico: Robin Williams avrebbe compiuto 75 anni ed è più presente che mai. 6 aneddoti su di lui che forse non conoscevi

Oggi Robin Williams avrebbe spento 75 candeline. E possiamo pure dirlo senza troppi peli sulla lingua: il mondo senza di lui è diventato molto più noioso, meno improvvisato e un tantino più grigio. Certo, oggi la Rete si riempirà dei soliti post strappalacrime, citazioni epiche da L’attimo fuggente e capitani miei capitani a ogni angolo di social. Ma lui, che faceva della risata dissacrante e della velocità di pensiero la sua ragione di vita, probabilmente avrebbe preferito festeggiare a modo suo: magari facendosi beffe qualche produttore di Hollywood o spiegandoci perché una miniatura di Warhammer sia più complessa da gestire di un set da premio Oscar. Per ricordarlo con il sorriso (e un poco dell’anarchia che ce lo faceva amare), abbiamo raccolto 6 aneddoti sulla sua vita che forse non avevate mai sentito. Spoiler: no, non c’entra il camice da medico di Patch Adams. 1. La clausola presente in ogni contratto Negli anni del suo massimo splendore al botteghino, quando qualunque major avrebbe firmato assegni in bianco pur di averlo nel cast, Robin Williams pretese una clausola fissa in ogni suo contratto cinematografico. Per ogni film prodotto, la casa di produzione doveva assumere un numero preciso di persone senza dimora. Non per fare vetrina o passerella charity, ma con contratti veri, stipendi adeguati e ruoli concreti come comparse o maestranze sul set. L’iniziativa produsse oltre 1500 persone tolte dalla strada e reinserite nel mondo del lavoro grazie a un semplice cavillo legale. Chiamatela, se volete, la sua magia migliore. 2. Il "terapeuta" telefonico di Steven Spielberg Durante le estenuanti e psicologicamente devastanti riprese di Schindler’s List in Polonia, Steven Spielberg era finito in una spirale di profonda depressione. A salvargli le giornate arrivò Robin Williams. Ogni singola settimana, a un’ora precisa, il telefono di Spielberg squillava: dall’altra parte c’era lui che, senza neppure salutare, partiva con tre quarti d’ora di stand-up comedy improvvisata ad altissimo voltaggio. Spielberg metteva in vivavoce per tutta la troupe ma Robin staccava la chiamata solo dopo aver sentito il regista scoppiare in una risata liberatoria. 3. "Scusate, passavamo di qua": il cameo perfetto in Friends Quello al Central Perk con Billy Crystal nella terza stagione di Friends è uno dei cammei più staordinari della storia della TV, ed è nato letteralmente per caso. I due attori si trovavano nello studio a fianco per girare un altro film. Passerella rapida, saluti ai produttori della sitcom e la proposta improvvisata: "Ehi, vi va di fare due battute sul divano?". Entrati in scena senza un foglio di copione, i due hanno improvvisato l’intera sequenza del tradimento della moglie di fronte alle facce visibilmente spiazzate del cast fisso. 4. Il censore invisibile di Mrs. Doubtfire Se pensate che Mrs. Doubtfire sia solo un tenero film per famiglie, sappiate che esiste una versione parallela da bollino rosso. Durante le riprese della commedia del 1993, Robin Williams scatenò così tanto il suo repertorio di battute spinte, doppi sensi e improvvisazioni al vetriolo che il regista Chris Columbus dovette girare con quattro macchine da presa contemporaneamente per non perdersi nulla. Alla fine della produzione, c’era abbastanza materiale scartato per montare ben quattro versioni diverse del film: dalla classica "per tutti" fino alla versione "NC-17", vietata ai minori. 5. Gamer vero: da Zelda alle miniature di Warhammer Quando non indossava i panni da attore, Robin Williams era un nerd duro e puro. La sua passione per i videogiochi era tale da spingerlo a chiamare la sua secondogenita Zelda, in omaggio alla celebre saga Nintendo a cui giocava per nottate intere negli anni ’80. Ma c’è di più: Williams era un accanito collezionista di miniature di Warhammer 40.000. Aveva interi eserciti dipinti a mano e non era raro vederlo girare in incognito per i negozi di giochi di ruolo per acquistare pezzi rari e sfidare ignari ragazzi a colpi di dadi. 6. L’immortalità digitale su World of Warcraft I videogiochi non si sono dimenticati di lui. Robin Williams era un frequentatore abituale dei server di World of Warcraft, dove giocava sotto pseudonimo per non farsi travolgere dai fan. Dopo la sua scomparsa, la community del gioco ha chiesto a gran voce un tributo alla casa sviluppatrice, la Blizzard. Il risultato è "Robin the Genie", un personaggio non giocante (PNG) con le sembianze di un genio della lampada che vive su un’isola sospesa nel mondo virtuale di Azeroth, circondato da miniature da gioco e battute storiche. Un modo decisamente pop per rimanere eterno.

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