Salvini vuole candidare Roggero ma la legge Severino lo impedisce. Le famiglie dei rapinatori aspettano 480mila euro (danni esclusi)

Visita del ministro Salvini al gioielliere in carcere. Continua intanto la polemica sui risarcimenti ai parenti dei banditi. La Russa: “Un obbrobrio”. L’avvocato delle vittime: “Partiremo con i pignoramenti”. E Vannacci: “È lo stesso criminale a rinunciare al suo diritto alla vita e alla sicurezza”
Roma – Dopo un giorno di carcere, nell’istituto di Bollate, Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori in fuga e il ferimento di un terzo, ha ricevuto la visita del vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega che ha annunciato di stare valutando la candidatura di Roggero alle Politiche del 2027. Una candidatura che, nel caso non arrivasse la grazia invocata, anche con una raccolta di firme, dal centrodestra e richiesta dalla moglie del gioielliere, gli potrebbe aprire la prospettiva, come ha detto Salvini, di passare in carcere “il meno tempo possibile” (la detenzione domiciliare, hanno spiegato i suoi avvocati, non è una prospettiva trattandosi di reati di omicidio). Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate Ma la candidatura al momento non pare possibile e ci sono diversi profili giuridici da valutare perché la legge Severino non consente di essere candidato a chi è stato colpito da una condanna definitiva, con una pena detentiva superiore ai due anni. Intanto, all’uscita dal carcere dopo una visita di un’ora e mezzo Salvini spiega che Roggero “sta bene, dorme, mangia, studia, legge” – fonti interne al carcere raccontano di un pianto dopo essersi costituito –, “può rimettersi in gioco”, “ritiene, a mio avviso giustamente, di essere vittima di un’ingiusta aggressione” e “sarei orgoglioso di candidarlo a rappresentare gli italiani". [Caso Roggero, Salvini: Sarei orgoglioso di poterlo candidare (atex.dam.standard.Video - p.DamVideo)] “Ora il gioielliere è un brand politico-mediatico: così ha costruito l’immagine dell’uomo indifeso” Del resto ogni giorno che passa il caso diventa sempre più politico. Dopo la puntualizzazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla prerogativa “esclusiva” – secondo la sentenza 200 della Consulta – di concessione della grazia che spetta al Capo dello Stato, non solo i due poli sono spaccati sulla vicenda, ma anche all’interno del centrodestra si rafforza una polemica tra i partiti di governo e la destra di Roberto Vannacci. Mario Roggero, gli spari del gioielliere dopo la rapina a Grinzane Cavour Futuro nazionale lancia, a partire dal prossimo fine settimana, una campagna sulla legittima difesa con gazebo in tutta Italia. Cosa c’entra il caso Roggero? Lo spiega il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni che parla “del tentativo rocambolesco del centrodestra di strumentalizzare il dolore altrui” perché “il gioielliere poteva non essere condannato se fosse stato approvato il nostro emendamento di riforma della legittima difesa presentato nell’ultimo decreto Sicurezza”. Vannacci, da parte sua, osserva che “non è colui che si difende che non rispetta il diritto alla vita del criminale ma è il criminale che rinuncia al suo diritto alla vita e al suo diritto alla sicurezza”. Legittima difesa, come funziona la legge nei Paesi europei e cosa dice la ‘Castle Doctrine’ americana sulla forza letale In tutta la vicenda c’è anche un aspetto economico: ammontano a 480mila euro le provvisionali che il gioielliere, in seguito alla condanna, dovrà pagare alle parti civili costituite, in tutto quindici persone. Ad esse si aggiungeranno i risarcimenti la cui quantificazione è demandata ai giudici civili. “Non ha ancora versato nulla, molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, ha diverse proprietà” ha detto l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, che rappresenta alcuni parenti dei rapinatori uccisi. Sul tema dei risarcimenti è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa sostenendo “la proposta di Giorgia Meloni di mettere mano a una norma che impedisca che possa chiedere il risarcimento chi ha subito un danno durante un momento in cui commette un crimine come era quella rapina. È un obbrobrio”.
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