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Sfruttamento nella moda, dalle due ispezioni al faro acceso su nove griffe: la Procura vuole vederci chiaro sulla catena dei subappalti

Sfruttamento nella moda, dalle due ispezioni al faro acceso su nove griffe: la Procura vuole vederci chiaro sulla catena dei subappalti

Operai in nero, paghe a cottimo e lavoro no stop in laboratori a Pero e Marnate. Il pm chiede informazioni ai fornitori e ai grandi marchi committenti. E dai consumi energetici analizzati è emersa un’opera protratta senza pause anche nelle festività

Milano, 17 luglio 2026 – I nuovi accertamenti partono dalle ispezioni dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro in due laboratori nel Milanese e nel Varesotto, a Pero e a Marnate, dove venivano prodotti e confezionati capi d’abbigliamento. Lo scorso 14 maggio, in un opificio riconducibile alla ditta Moda Fashion Style, è emerso che l’impresa “impiega lavoratori in nero privi di permesso di soggiorno, i macchinari sono privi di meccanismi di sicurezza” e gli operai, stranieri, sono “sottoposti a situzioni alloggiative degradanti”. Il 25 giugno, invece, i carabinieri sono entrati in un laboratorio della Isacco srl a Marnate, rilevando anche qui una serie di irregolarità nei contratti di lavoro, nelle misure di sicurezza e anche paghe “a cottimo e in palese difformità della contrattazione collettiva”. Due piccole imprese a cui, risalendo la catena, erano state affidate lavorazioni da parte di fornitori di colossi dell’alta moda, per realizzare capi d’abbigliamento e accessori venduti nelle boutique per migliaia di euro. Una delle griffe "sotto esame" è Jacob Cohen Le griffe interessate Da queste ispezioni e dai successivi accertamenti sulla filiera degli appalti è scaturito un ordine di esibizione, eseguito dai carabinieri su delega del pm di Milano Paolo Storari, che coordina una serie di indagini su caporalato e sfruttamento anche nel mondo dell’alta moda, nei confronti di una decina di griffe, non indagate: Owenscorp Italia, che produce il brand Rick Owens, Chanel, Brunello Cucinelli, Goyard Italie, Moncler, Stefano Ricci, Bulgari, Jacob Cohen Company ed Etro. Nell’elenco anche i fornitori dei colossi, che avevano affidato le lavorazioni agli opifici ispezionati: F.Vl. e Brandart. La casa di moda francese Maison Goyard Nel mirino degli inquirenti Attraverso il provvedimento vengono acquisiti oltre agli audit degli ultimi due anni sulla filiera anche i modelli organizzativi dei marchi, che in una delle indagini sullo sfruttamento della manodopera cinese sono risultati essere stati in collegamento, tramite società terze, con Moda Fashion Style, già finita nel mirino di inquirenti e investigatori, e Isacco, altro opificio ritenuto irregolare. I consumi di elettricità Lo scopo della richiesta è “appurare il grado di coinvolgimento” delle griffe e dei loro fornitori “nell’utilizzo della manodopera sfruttata e l’idoneità dei modelli organizzativi” nella prevenzione dei reati. Dall’analisi dei consumi di elettricità nel laboratorio a Pero della Moda Fashion Style, tra l’altro, sono emerse “lavorazioni durante tutto l’arco della giornata e nei giorni festivi” oltre a “etichette con la scritta made in Albania”. Un nuovo capitolo, quindi, nelle indagini su quella catena di appalti e subappalti che da laboratori nel Milanese e nelle province lombarde gestiti da cinesi arriva fino alle boutique, che in passato avevano portato anche all’apertura di un tavolo in Prefettura sfociato nella firma di un protocollo contro lo sfruttamento della manodopera per massimizzare il profitto. L’intesa Un accordo con le associazioni di categoria che ha istituito una piattaforma “per monitorare la manodopera, promuovere la trasparenza e contrastare lo sfruttamento lavorativo e l’evasione nel settore”. Le indagini, però, non si sono fermate. Lo scorso dicembre il pm Storari aveva inviato i carabinieri nelle sedi di 13 marchi della moda, tra cui colossi del lusso, per acquisire tutta la documentazione su “governance”, “sistemi di controlli interni” e “attività di audit”. Una mossa preceduta, anche in questo caso, da ispezioni in laboratori-dormitorio.

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