Stalking e maltrattamenti, viola il divieto di avvicinamento: 45enne finisce in carcere

Non è bastato il divieto di avvicinamento con allontanamento dalla casa familiare e braccialetto elettronico. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Maria Francesca Mariano, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti di un 45 anni di Galatina, ordinandone la custodia cautelare in carcere. L’uomo è indagato per maltrattamenti aggravati e atti persecutori ai danni dell’ex compagna e dei suoi familiari. Secondo quanto ricostruito, dopo l’applicazione della prima misura cautelare lo scorso aprile, l’indagato avrebbe continuato a perseguitare le persone offese, violando ripetutamente le prescrizioni imposte dal giudice. In particolare, avrebbe cercato di contattare l’ex compagna tramite Facebook, avrebbe tentato di raggiungere i suoi familiari utilizzando un’utenza telefonica intestata al fratello e inviato sms e messaggi vocali. Ancora più grave, secondo il Gip, l’installazione di una telecamera sul prospetto dell’abitazione della donna, attraverso la quale avrebbe monitorato da remoto gli spostamenti delle vittime. Il giudice evidenzia come tali condotte dimostrino «ossessività e desiderio di controllo» nei confronti della ex compagna, confermando un’intensità persecutoria tale da far ritenere concreto il rischio di ulteriori episodi ancora più gravi. Da qui la decisione di sostituire il divieto di avvicinamento con la misura più afflittiva della custodia in carcere, ritenuta l’unica proporzionata e idonea a interrompere la reiterazione delle condotte. La vicenda era emersa alla fine di aprile, quando il Gip Anna Paola Capano aveva disposto nei confronti del 45enne il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’allontanamento dalla casa familiare. L’inchiesta, nata dalle denunce presentate dall’ex compagna e dal padre della donna, aveva ricostruito un presunto crescendo di vessazioni iniziato dopo la fine della relazione: centinaia di telefonate e messaggi quotidiani, minacce, comportamenti ossessivi, aggressioni e un inseguimento in auto culminato nei pressi del commissariato di polizia di Galatina, dove la famiglia aveva cercato rifugio. L’uomo è assistito dall’avvocato Salvatore Rondine.
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