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Tari, lotta all'evasione: scoperti in 7mila, 600 attività non in regola

Tari, lotta all'evasione: scoperti in 7mila, 600 attività non in regola

La riduzione della Tari è strettamente legata all?aumento dei controlli, che ha portato di conseguenze a individuare, nell?arco degli ultimi due anni, circa settemila utenze...

La riduzione della Tari è strettamente legata all’aumento dei controlli, che ha portato di conseguenze a individuare, nell’arco degli ultimi due anni, circa settemila utenze sconosciute al fisco per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. Nello specifico sono 6.921 le utenze recuperate in 48 mesi, di queste 5.220 sono utenze domestiche e 1.701 sono utenze non domestiche. Questi risultati sono stati portati a casa grazie all’importante lavoro svolto dal nucleo ispettivo tributi della polizia locale di Bari. Tale attività degli agenti ha portato nel 2025 ad effettuare sul territorio cittadino 744 controlli su altrettante attività, di queste 330 sono risultate essere non iscritte (una percentuale pari al 44,35%). Di queste sono state 124 le iscrizioni su dichiarazione del contribuente già inserite e 206 i bollettini commerciali 2025 (73 i bollettini inseriti e accertati e 133 i bollettini di cui si attende riscontro). Nei primi sei mesi del 2026, dal primo gennaio al 30 giugno, invece, i controlli sono stati 953 su altrettante attività commerciali, e quelle sconosciute al fisco sono risultare essere 274 (una percentuale pari al 28,75%). «L’attività della polizia locale e del nucleo ispettivo è stata fondamentale per la lotta all’evasione – sottolinea l’assessore Carla Palone -, ma è importante notare come da un anno all’altro siano diminuite in percentuale le attività sconosciute al fisco, sintomo che, grazie anche ai controlli, sono le stesse attività che eventualmente non hanno mai pagato a scegliere di pagare, mettendosi in regola anche per quanto riguarda il pregresso». Le attività di controllo sono state effettuate mediante sopralluoghi in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Particolare attenzione è stata rivolta agli esercizi commerciali caratterizzati da un elevata superficie tassabile in metri quadri, con conseguente alto volume di produzione di rifiuti, come alberghi, cliniche, supermercati e altre realtà similari. Nel 2025 sono state numerose le iscrizioni, a seguito dei controlli, da parte di attività dichiaratesi per una superficie tassabile superiore ai 3000 metri quadri come un albergo, un supermercato, o una società di assistenza software, fino ad arrivare a punte di 12.841 metri quadri relativi ad un autoparco. Nel 2026, invece, tre i casi significativi che testimoniano l'importanza dell'attività ispettiva condotta: un'impresa attiva nel settore automobilistico con una superfice di 7.740 metri quadrati tra showroom, uffici e aree operative; un'azienda che opera nel settore della Sicurezza Privata e Vigilanza con una superficie di 5.890 metri quadrati tra uffici, depositi e aree di parcheggio per i mezzi di servizio; una società operante nel settore comunicazione e media (superficie di 7.047 metri quadrati). “Il quadro complessivo del periodo - sottolineano dalla polizia locale - evidenzia un'attività ispettiva più intensa, efficace e orientata tanto al contrasto delle irregolarità quanto alla promozione della legalità. L'emersione di superfici rilevanti, riferite ad operatori economici di dimensioni significative, conferma l'importanza del lavoro svolto e contribuisce a ridurre fenomeni elusivi, garantendo equità di trattamento contributivo”. Ricordiamo che la volontà dell’amministrazione non è esclusivamente quella di sanzionare, ma lavorare per fare in modo che tutti paghino il giusto e che ci sia equità tra tutti i cittadini, evitando situazioni in cui chi non paga pesa su chi invece da sempre ha rispettato le regole. La procedura messa in atto dal nucleo ispettivo, d’altronde, prevede prima di tutto la predisposizione e l'invio di un questionario alle attività, offrendo loro l'opportunità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione (entro 60 giorni). Per coloro che non aderiscono a questa possibilità volontariamente, scatta l'accertamento di ufficio con aggravio di sanzioni e interessi.

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