Uno Bianca, Gugliotta morto suicida: c’è la data dell’esame della Procura con gli accertamenti irripetibili

Nella Stazione dei carabinieri di via Panzacchi a Bologna saranno passati al setaccio il computer e il telefonino dell’ex poliziotto, componente della banda, che si è tolto la vita nel gennaio scorso nel cortile di casa sua, a Colle d’Arba (Pordenone), anche per scoprire se aveva cancellato dei messaggi
Bologna, 18 luglio 2026 – Si svolgerà mercoledì 22 luglio l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla Uno Bianca . La Procura ha disposto infatti di procedere con accertamenti irripetibili sui dispositivi elettronici di Pietro Gugliotta , ex poliziotto e componente della banda dei Savi che ha seminato il terrore tra Emilia-Romagna e Marche tra il 1987 e il 1994, lasciando dietro di sé 23 morti e oltre 100 feriti. https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/uno-bianca-respinto-permesso-fabio-savi-kbst1mw4 La morte di Gugliotta e gli accertamenti Gugliotta è morto suicida nel gennaio scorso: si è impiccato nel cortile di casa sua, a Colle d’Arba (Pordenone), ‘ufficialmente’ per motivi familiari. Ma la Procura di Bologna – che è venuta a sapere del suicidio parecchio tempo dopo il fatto – vuole vederci chiaro e ha disposto di procedere con esami irripetibili : saranno analizzati il computer e il telefonino di Gugliotta, anche per vedere se ci sono messaggi che ricolleghino timori e paure dell’ex gregario dei Savi alla vicenda della Uno Bianca: si cercheranno anche telefonate e messaggi che potrebbero essere stati cancellati da Gugliotta, prima di togliersi la vita . L’esame si svolgerà mercoledì mattina negli uffici della Stazione dei carabinieri di via Panzacchi. Sarà svolto dal personale del Reparto Anticrimine. Si inizierà alle 9. Gli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, che assistono l’associazione dei familiari delle vittime, nomineranno come consulente tecnico di parte Lorenzo Benedetti. L’avviso di accertamento tecnico di natura irripetibile è stato notificato alle parti interessate: la prima e la seconda famiglia di Gugliotta (che si era risposato una volta uscito dal carcere). A metà maggio, era scattato il blitz dei carabinieri , che sono stati impegnati in un sopralluogo proprio nella casa dove l’ex poliziotto abitava con la sua Anna: una ventina di militari, tra cui alcuni del Ris, hanno iniziato il sopralluogo attorno alle 13 per concluderlo poco prima delle 17. In una delle auto di servizio è stato caricato diverso materiale preso dall’abitazione. I pm - l’inchiesta è in mano a Lucia Russo e Andrea De Feis -, oltre ad acquisire la relazione sul decesso e parlare col medico legale che ha ispezionato il corpo, vogliono però analizzare a fondo gli apparecchi telefonici e il pc dell’ex poliziotto: si cercherà di ricostruire gli ultimi mesi di Gugliotta - uscito dal carcere nel 2008 dopo 14 anni di prigione tutti scontati in isolamento, a sua tutela, in quanto ex poliziotto. L’ultima telefonata: “Ti devo parlare” "Mi ha chiamato nel periodo natalizio , ha detto: ‘Ti devo parlare’ . Ma voleva farlo di persona. Non abbiamo fatto in tempo a vederci. Mi resterà per sempre il dubbio, il tormento di non aver saputo cosa dovesse dirmi. Non mi do pace". Lo ha detto l’avvocata Stefania Mannino, che ha sempre assistito Gugliotta, raccontando, con la voce commossa e piena di ricordi, quelli che sono stati i suoi anni accanto al suo cliente. L’ex poliziotto era uscito di galera nel 2008 e poi si era ricostruito una vita con Anna, la seconda moglie, e da poco era andato in pensione. Un gesto, il suo, che ha lasciato sotto choc i famigliari e la piccola comunità friulana. Aveva deciso di stabilirsi nel Nord Italia dopo che era uscito di prigione . Nella vita precedente, prima che tutta la banda fosse arrestata, Gugliotta viveva a Vignola (Modena) con l’ex moglie e le due figlie. "I primi tempi fuori dal carcere – continua Mannino – aveva il terrore di non poter più avere una vita normale perché, diceva, ’ovunque andrò tutti sapranno sempre cosa ho fatto, mi riconosceranno ’. Era molto abbattuto. E pentito per quanto aveva commesso nella sua ‘vita di prima’". Riguardo quella ultima telefonata alla sua legale, “era strano che non volesse dirmi quello che doveva al telefono, se si fosse trattato di un problema familiare non si sarebbe posto scrupoli – rifletteva Mannino – . Invece insisteva per vederci. Anni fa, avevamo parlato di suicidio , un pensiero che gli era entrato in testa in un periodo in cui non stava bene ed era ricoverato. Nella sua vita ha avuto molti lutti, a partire dal padre. Ma quella era un’altra persona. Quella di oggi era completamente diversa. Qualcosa non torna e purtroppo non saprò mai cosa volesse dirmi. E il suo gesto mi sembra ancora completamente inspiegabile ". Le voci del paese A Colle d’Arba, dopo il suicidio, giravano delle voci: “Aveva paura, era spaventato anche perché i Savi avevano iniziato a uscire di galera”, disse qualcuno. Probabilmente Gugliotta si riferiva al fatto che Alberto Savi, il minore dei fratelli, da qualche tempo gode della semilibertà: può uscire di giorno per andare a lavorare e deve fare rientro in carcere la sera.
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