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Virginia, 100 all’esame di Stato: “Disegnare il futuro, partendo da una passione”

Virginia, 100 all’esame di Stato: “Disegnare il futuro, partendo da una passione”

Vede nella lettura e la conoscenza un antidoto alla frenesia e alla dipendenza dai social

Virginia Carletti, classe 2007, si è diplomata con 100 al Liceo Artistico ‘Dosso Dossi’, indirizzo Architettura e Ambiente. Un percorso affrontato con determinazione e curiosità, alimentato da una passione per l'architettura coltivata fin da bambina. Per lei il voto rappresenta un traguardo importante, ma ciò che conta davvero è tutto ciò che si costruisce lungo il cammino. Come ha vissuto la notte prima degli esami? “L’ho trascorsa in modo abbastanza tranquillo. Ho scelto consapevolmente di riposarmi, perché sapevo che arrivare lucida e riposata il giorno dopo valesse più di qualsiasi ripasso dell'ultimo minuto. Certo, qualche momento di sconforto c'è stato, ma ho cercato di staccare la mente dalle ansie e di non lasciare che l'agitazione prendesse il sopravvento”. Ha sempre creduto di poter raggiungere questo risultato? “Ho sempre sperato di raggiungere i miei obiettivi, perché sono consapevole di quello che questi anni mi hanno dato e di quanto ho imparato. Allo stesso tempo, la piena certezza non c'è mai: ci si può preparare al meglio, ma un margine di incertezza resta sempre”. Conta di più il voto finale o il percorso? “Per me vale di più il percorso, senza dubbio. Il percorso forma, arricchisce, permette di assorbire conoscenze e vivere esperienze che restano. Il risultato in sé può essere anche frutto di circostanze favorevoli. Quello che ci si porta dentro nel tempo è tutto ciò che si è costruito strada facendo, non il numero scritto su un foglio”. Da dove nasce la sua passione per l'architettura? “Nasce dalla mia famiglia. I miei zii sono architetti e, crescendo, mi hanno trasmesso l'amore per l'architettura in modo naturale, quasi senza accorgermene. È una passione che ho respirato in casa e che, col tempo, è diventata mia”. Che valore ha lo studio per lei? “Per me lo studio ha un valore altissimo, ma non perché i voti dimostrino qualcosa agli altri. Credo che sia uno strumento straordinario per acculturarsi, per diventare un vero e proprio "pozzo di conoscenza". Nel mio percorso scolastico ho avuto la fortuna di incontrare professori con una preparazione immensa nelle arti e nella storia, e il mio obiettivo è raggiungere un giorno quel livello di conoscenza”. Quanto tempo dedica allo studio? “In realtà non tantissimo, perché ho la fortuna di memorizzare le cose con relativa facilità. Spesso mi basta rileggere qualcosa un paio di volte per fissarla”. Oltre allo studio, ha altri hobby o passioni? “Dipingo. Mi piace il disegno figurativo, anche se il mio sogno resta l'architettura. Amo leggere, soprattutto gialli e classici, suono il violino fin da quando ero piccola e faccio trekking in montagna”. Quali materie la appassionano di più? “Amo i laboratori di architettura, la fisica mi appassiona tantissimo e credo che la filosofia sia più che una materia, che aiuti nella grandi riflessioni della vita e nel quotidiano. E poi certo, c’è l’inglese che è una passione, ma anche un qualcosa di utile nei rapporti personali e lavorativi”. Quale sarà il tuo percorso universitario? “Forse sarò scontata, ma intendo intraprendere la facoltà di Architettura. Si da piccola vorrei essere sempre circondata dall'arte e avere la possibilità di valorizzarla e di viverla pienamente. Spero di rimanere sempre nel campo dell'architettura e di riuscire, un giorno, ad avere un ruolo riconoscibile nel settore”. Si dice spesso che i giovani siano apatici e disinteressati. Lei è d'accordo? “Non credo che i giovani siano apatici, credo piuttosto che abbiano perso l'abitudine a cercare stimoli altrove. L'uso costante dei social e degli schermi è diventato una specie di anestetico della vita reale: ci ipnotizza al punto da non renderci conto di quante ore trascorriamo davanti a uno schermo. Io ho trovato un'alternativa personale nella lettura: un libro permette di allontanarsi dalla frenesia quotidiana”.

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